cos’e l’autismo

L’autismo è un disturbo dello sviluppo che si manifesta tipicamente entro i primi anni di vita.
Comprende un’ampia gamma di condizioni, definite come spettro autistico, con varie sfumature di gravità.
Le persone autistiche possono avere difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, nelle interazioni sociali e possono manifestare comportamenti ripetitivi o interessi limitati.
Il concetto di spettro autistico sottolinea la diversità di condizioni e di livelli di funzionamento delle persone autistiche, in questo modo si possono definire meglio le loro caratteristiche al fine di poter fare diagnosi più accurate, impostare trattamenti più efficaci e favorire la ricerca.
Ci sono individui con autismo che hanno una vita indipendente mentre altri necessitano interventi terapeutici e di  sostegno per tutte le attività quotidiane.
Tommy ha un autismo grave, non è verbale se non per qualche sporadica parola. Nel suo periodo scolastico è sempre stato supportato, seppur tra mille difficoltà, da personale di sostegno.
Pur abitando in una città come Milano, ricca di servizi,  la nostra famiglia ha dovuto sempre combattere mille battaglie per un’ora di sostegno o una terapia in più, o quando era più grande, per una maggiore presenza presso un centro dedicato.
Attualmente frequenta tre volte alla settimana il centro Ambaradaut di Novara.

Lo sport e la routine degli allenamenti aiutano le persone autistiche nella concentrazione e nella coordinazione !

Piero Moroni • Papà Tommy

L’autismo e lo sport

Lo sport può essere un valido strumento nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico.
L’attività fisica può contribuire al miglioramento della coordinazione motoria, della forza muscolare e dell’equilibrio, oltre a favorire il benessere generale.
Lo sport può anche offrire opportunità per sviluppare abilità sociali e interpersonali, migliorando le interazioni con gli altri attraverso il gioco di squadra o l’allenamento condiviso.
Inoltre, molte attività sportive possono essere strutturate in modo da fornire routine e chiarezza, elementi importanti per molte persone autistiche.
Alcuni sport, come la nuotata o l’equitazione, sono particolarmente indicati già per i più piccini per i benefici terapeutici che offrono.
Da non dimenticare la possibilità di partecipare a sport di squadra, che può contribuire a migliorare le abilità sociali e la comunicazione, aiutando a trovare un senso di appartenenza e accettazione attraverso l’esperienza sportiva, migliorando la fiducia in se stessi.
Nell’ autismo è fondamentale che le attività sportive siano subordinate alle esigenze individuali di ciascuna persona, tenendo conto delle sue competenze.
Nella nostra esperienza abbiamo apprezzato che Tommy, con l’accrescere delle sue uscite, quando pedala non ha le sue numerose stereotipie e dopo la pedalata, complice anche la stanchezza, è molto più tranquillo.

In bici le persone autistiche scaricano un po’ delle loro ansie, tensioni e stereotipie … con una bella gita all’aria aperta la giornata volge al meglio !

Piero Moroni • Papà Tommy

Ciclismo per persone autistiche

Approcciare alla bicicletta fin da piccoli sicuramente è un vantaggio.
Deve essere chiaro che non ci dobbiamo aspettare che nostro figlio diventi un campione, la strada è molto impegnativa e le conquiste di Tommy sono state accompagnate da numerose fallimenti, tentativi e frustrazioni.
Ma già solo potere uscire di casa e trascorrere un po’ di tempo all’aperto, in sella, deve essere considerato un successo.
Nel percorso formativo di Tommy sulla bici abbiamo potuto desumere però alcune regole d’oro che vorrei condividere:
  • sicurezza

  • sicurezza

  • sicurezza

Sì l’abbiamo scritto tre volte, perché deve essere la costante in ogni momento.

Sicurezza vuol dire Casco, Guantini, Luci e Supervisione in ogni uscita.

Durante le sue attività sportive all’esterno abbiamo provveduto inoltre a mettergli sempre nel taschino un Segnalarore GPS, collegato ai nostri telefonini, che ci dà in ogni momento la sua posizione in tempo reale. (Non si sa mai!)

  • Piccoli passi: acquisire il gesto della pedalata e imparare a frenare, la postura e il movimento, senza mai forzare.

  • Incitare i progressi e minimizzare i fallimenti

  • Costanza e dedizione. Non scoraggiamoci!

  • Iniziare in luoghi senza auto, cortili, parcheggi chiusi, parchi
  • Farsi aiutare da amici o persone competenti: insieme è meglio

  • Adattare la bici secondo le competenze del singolo, con rotelle, gabbiette dove infilare i piedi o altre strategie mirate.

  • Se si esce da zone chiuse cercare ciclabili e possibilmente in orari non troppo affollate

  • Dare indicazioni chiare e precise, creare delle routine per consolidare le competenze e, se possibile, inserirne di nuove.

  • Se si pedala insieme meglio stare dietro e leggermente di fianco, in modo da avere sempre la situazione visiva sotto controllo

  • Non avere fretta: la bici regala grandi emozioni, ma richiede tempo e gradualità!

  • Premi e rinforzi: nelle nostre uscite con Tommy non manca mai un dolcetto o un gelato alla fine dell’uscita

In bicicletta magicamente scompaiono le stereotipie tipiche delle persone autistiche lasciando spazio all’attenzione per la pedalata !

Piero Moroni • Papà Tommy

La bici per persone autistiche: mezzi di supporto tecnici

A seconda dell’età di approccio alla bici si può ricorrere a qualche espediente tecnico per aiutare a stare in bici.
Vi possiamo dare degli spunti sulla base della nostra esperienza:

  • Rotelle per i più piccini o ruote più grosse per i più grand. In questo caso ci si può fare aiutare da un meccanico ciclista o un fabbro a costruire un telaio di supporto per ruote laterali supplementari.

  • Utilizzo di un triciclo per adulti

  • Gabbiette per pedali: possono aiutare a tenere i piedi nella posizione corretta. Sono rigide, di plastica, economiche e facilmente montabili.

  • Cambio per la bici. Il cambio per la bici può essere un ottimo aiuto perché ci permette, all’inizio, impostandolo in modo da avere la catena sul pignone più grosso, maggiore agilità e più facilità ad affondare il pedale e partire. Negli anni ho provato ad utilizzare il cambio a manopola, con i numeri e il cambio a levette.

Man mano che Tommy acquisiva esperienza e competenze, ho provato a fargli cambiare da solo, ma non sono mai riuscito, ne con il cambio a manopola, con i numeri, ne con quello a levette, su cui avevo applicato dei bollini colorati.
Troppo difficile per lui.
Ho rimediato alla fine con un cambio elettronico, di quelli che si montano sulle bici da corsa. Questi cambi vengono normalmente montati anche sulle bici a cronometro ove esiste una centralina con due bottoni che comanda il cambio.
Bene, tale centralina l’ho montata sulla mia bici, e, quando usciamo, in base alle necessità della strada (salite per esempio), sono io, dalla mia bici, a impostargli il rapporto corretto.
Questa intuizione mi ha permesso di allargare enormemente il suo orizzonte e affrontare stradine semideserte in posti tranquilli.

Piccoli
Passi

Non abbiate fretta: lo sport regala grandi emozioni, ma richiede tempo e gradualità!

Premi e
Rinforzi

Incitate i progressi, anche con un piccolo premio, e minimizzate i fallimenti.

Costanza e
Dedizione

Non scoraggiatevi, create delle routine per consolidare le competenze e inserirne di nuove.

Insieme
è meglio

Coinvolgete amici e parenti per passare del tempo insieme e sviluppare abilità sociali.

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Tutti i progetti che sosteniamo mirano a ridurre le disuguaglianze e ad aiutare i ragazzi con disabilità a sviluppare nuove competenze ed autonomie, principalmente attraverso lo sport ed attività all’aperto ma anche all’interno di spazi protetti, in modo che possano poi contestualizzarle anche a casa loro o comunque al di fuori di un contesto terapeutico.

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